So(u)lstizio
Nel profumo dei tigli di giugno
ti rispondo,
a invocazioni mistiche e carnali
di spasmi silvestri.
Nell’onda del vento
che increspa quella marina
e ti rapisce io odo
i passi del tuo ritorno,
gli stessi di Nettuno
che lambisce i piedi di Gea.
Nell’odoroso gelsomino
raccolgo gli effluvi
della tua attenzione;
nelle tue braccia
accoglienti di ortensia
ritrovo il suono
del mio sorriso.
M’imbiondirai come una messe
che partorisce grano
dal ventre molle
di una terra dispersa.
D’ambra e di cuoio
indovino il tuo derma,
tra le foglie umide e aulenti
e l’acqua salmastra.
Nudo di corpo e di pensiero,
giunge il solstizio della mia vita.
Alessandra Prospero