
MOMI, il nostro gatto soriano.
Un ricordo da Roberto.
Parliamo di tanti anni fa ma l’amore per gli animali e l’amore
dagli animali non ha tempo e mi fa piacere ricordare un amico animale che è rimasto
nei miei ricordi da piccolo. Momi era un gattone soriano fulvo, praticamente il
padrone dell’antica casa dove era nato e dove eravamo nati anche noi. Una casa
davvero antica, dieci stanze con i soffitti sorretti da travi di legno grezzo
che praticamente erano dei tronchi d’albero incastrati alle pareti. Per salvare
la vista, sul soffitto veniva inchiodata una rete di tela su cui era poi incollata
la carta. In una casa così fatta era necessaria la presenza di un gatto perché ogni
tanto nell’intercapedine si sentiva camminare qualche topolino e Momi, furtivo,
girava per la stanze pronto alla caccia. Momi era molto affezionato ad uno zio
che, mi raccontavano, fu mandato in Africa per la guerra. Passò il tempo e, quando
questi tornò, Momi lo sentì da lontano e correva impazzito nel largo corridoio fino al balcone e le feste furono tante. Momi giocava a nascondino con questo zio. Attendeva
il suo fischio per iniziare la ricerca e lo scovava in genere dietro ad una
porta. Un triste giorno Momi ci lasciò e tutto divenne un ricordo che ancora
vive dopo tanti anni.
