
POTERE E POSIZIONE di R. Ajala
IL POTERE. LA PREMESSA
Ogni forma di potere ha per
fattore comune l’affermazione dell’io e, è un dato di fatto, in questa nostra
società consumistica confluisce sempre in finalità economiche. Il potere è
dappertutto, nella società in genere, nel mondo del lavoro attraverso le
posizioni rivestite, nella informazione in cui assume identità di gruppo per la
divulgazione di opinioni precostituite.
NEL LAVORO PUBBLICO
Il potere che nasce nel mondo della
dipendenza pubblica ha forma esclusivamente gerarchica, esercitato secondo le
attribuzioni della posizione occupata. E’ questo un potere gretto orientato necessariamente
al prodotto ma che spesso presenta, nel suo sottofondo, l’influenza della difesa
della posizione e, quindi, dei corrispondenti contenuti economici. Il potere
gretto è un potere che finisce col cessare della posizione, per cui alla fine non
resta nulla se non l’esaltazione di sè stessi nel ricordo delle vicende
vissute. Già il solo ingresso nel potere gretto è un primo appagamento dell’ego
e come tale penetra nel carattere delle persone, ne modifica la personalità,
impone l’adozione di uno “stile”, mai prima posseduto. Presto si diventa ciechi
verso le personalità altrui, l’amico precedente non è più tale, si cancellano
le esperienze comuni, si parla con l’io e non con il noi e, se si parla con il
noi, quel “noi” vuol dire io, vuol dire il coinvolgimento obbligato nella tesi
del superiore.
Nella rigidità delle posizioni, vi
è la consapevolezza di essere strumento della volontà di coloro che occupano
posizioni più elevate. L’inferiorità del momento viene vissuta nell’attesa e
nella speranza della rivalsa e difficilmente si pone in contrasto con la realtà
vigente.
IL POTERE RAFFINATO
Diversamente è il potere
raffinato in cui i partecipanti non hanno accesso se non per nascita e, quindi,
per formazione ricevuta. E’ questo un percorso già tracciato dalla famiglia ed
a cui il soggetto è stato abituato sin da giovane. Il potere raffinato viene
esercitato nella riservatezza. E’ un potere che non ha bisogno di mettersi in
evidenza ma che indirizza, muove interventi, influisce sull’andamento generale.
Anche il potere raffinato ha bisogno di stile ed, essendo esso già stile, ha
bisogno di varianti che associno caratteristiche individuali ai suoi componenti.
Potrebbe essere un look particolare, azioni sociali, presenza nella cronaca
mondana. Il potere raffinato sopravvive ad ogni cambiamento della Società, non
ha posizioni, non ha limiti di età.
IL POTERE DEL DOGMA
Il potere dell’ideologia è un
potere meno tangibile in quanto trasparente, ma esiste e si realizza in quanto
orienta la vita sociale.
E’ silenzioso, penetrante, convincente,
sopravvive nel tempo. E’ composto da espressioni che tendono a trasferire dettami
per i quali non viene chiesto alcun ragionamento. E’ il tipico rapporto del
pastore e del gregge in cui il pastore pensa, il gregge si accoda, pena l’emarginazione.
Il potere del dogma è diverso dagli altri perché non prevede variazioni,
trasmette le regole nel tempo, prevede l’accettazione personale nell’ottica nel
successo collettivo. Una reale ragnatela sul mondo.Per osservazioni utilizzare "contatti".