Il superbonus al 110% - Racconti, cultura, collezionismo, articoli

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Efficientamento energetico degli immobili. Il recupero fiscale del 110%. Orientamento.        a cura di R. Gioja   - ott. 2020 -
Per favorire il rilancio economico nel settore edile nonché per la riqualificazione energetica degli immobili, ai proprietari ed ai possessori viene offerto un notevole incentivo per l’esecuzione di lavori manutentivi, o per innovazioni, attraverso il recupero delle spese che andranno a sostenere.
Si tratta di interventi sulle facciate dei fabbricati, adozione di protezioni climatiche, efficientamento energetico, riduzione del rischio sismico, per i quali è previsto che lo Stato restituisca le spese sostenute, maggiorate del 10 per cento (superbonus), attraverso un recupero fiscale spalmato su cinque anni. L’ambito di applicazione di questo nuovo decreto ricalca quello precedente (D.L. 63/2013) i cui contenuti restano comunque inalterati. Il decreto attuale, approvato con legge 77/2020 e definito “rilancio”, coinvolge figure professionali, Imprese ed Enti pubblici per cui merita molta attenzione nella sua applicazione prevedendo la nullità del beneficio nel caso di inadempienza anche singola. La novità incentivante è che rispetto alla normativa  precedente, la proposta fiscale viene ora rafforzata dal rimborso al 110 per cento nonché dalla possibilità di cedere a terzi il proprio credito. In surroga del proprietario e con il consenso di questi, possono accedere alla facilitazione anche coloro che detengono l’immobile con altro titolo come affittuari, usufruttuari, nuda proprietà ed altro.
Dato il grosso impegno economico da parte dello Stato, la normativa per accedere al beneficio è molto articolata stante la vastità degli argomenti ed i molteplici Enti che sono coinvolti nell’iter autorizzativo e finanziario. Si cerca di ottenere che i vari passaggi siano tutti certificati e che vi sia la completezza dei documenti al punto che una singola inadempienza potrebbe annullare tutto il processo e per questo le varie figure professionali che intervengono dovranno tutte essere abilitate e munite di polizze assicurative. La proposta è applicabile sia ai fabbricati residenziali che agli immobili indipendenti e le seconde case e comprende il recupero delle facciate nonché l’efficientamento energetico benché quest’ultimo sia vincolato al salto di due classi nella scala della capacità energetica. Ovviamente quest’ultimo traguardo sarà più difficile da raggiungere per i fabbricati già muniti di impianti efficaci mentre potrà essere più raggiungibile per gli immobili con attuale scarsa capacità energetica classificati con livello basso. Molto sinteticamente diciamo che la soluzione tecnologica da realizzare potrà essere il “cappotto termico” consistente nel rivestimento delle pareti verticali e di copertura con materiale isolante tale da impedire il contatto delle murature (intonaco) con le temperature stagionali. Questo intervento “trainante”, da realizzare almeno sul 25% della superficie, se fosse totale dovrebbe già far raggiungere l’obiettivo della crescita di due gradi nella scala energetica. Potrà anche essere parziale purché associato ad altri interventi come la sostituzione della vecchia caldaia con un sistema a pompa di calore o l’integrazione con pannelli solari. Da rilevare che il sistema a pompa di calore necessita di lavori all’interno degli appartamenti non essendo idonei i termosifoni. Si tratta, ovviamente, di elaborare un progetto adeguato perché, ad esempio, anche la caldaia a compensazione potrà essere una scelta. Accanto agli interventi “trainanti” beneficiano della detrazione anche i cosiddetti interventi “trainati” se compiuti unitamente a uno degli interventi principali. Sono interventi trainati l’installazione di pannelli solari e di sistemi di accumulo integrati (per i quali la detrazione al 110% è subordinata alla cessione al Gestore del servizio elettrico dell’energia prodotta e non consumata), l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, la sostituzione degli infissi . La verifica del miglioramento raggiunto avverrà attraverso l’attestazione asseverata dell’APE iniziale (Attestazione Prestazione Energetica) redatta da un tecnico abilitato e dell’APE dopo l’esecuzione dei lavori. Al fine di evitare eccessi nei progetti, la legge prevede un massimale di recupero che, secondo il numero delle unità abitative, va da 40.000 a 30.000 euro per unità, oltre ad altri interventi. Resta quindi il problema di dover affrontare la spesa per realizzare i lavori e le soluzioni possibili sono diverse, dipendendo dalla capacità economica delle persone nonché da aspetti organizzativi. Un privato o un Condominio, avendo la disponibilità economica, potrà realizzare direttamente gli interventi affidandosi ad esperti per la parte documentale e servendosi di un’Impresa per l’esecuzione dei lavori. Ciascun proprietario potrà gestire il proprio recupero fiscale detraendo annualmente dall’IRPEF lordo un quinto del recupero spettante. Viene data anche la possibilità di cedere a terzi la quota spettante (un privato, una banca, una finanziaria, alla stessa Impresa ecc…) . In merito c’è da segnalare che se la capienza fiscale IRPEF annuale dell’avente diritto non copre l’ammontare del recupero, la parte eccedente si perde. Nel caso non vi sia la disponibilità economica per la realizzazione dei lavori, il privato o il condominio potrà optare per la cessione del credito all’Impresa esecutrice dei lavori che applicherà alle sue fatture uno sconto pari all’ammontare della fattura stessa (sconto in fattura). Sarà quindi l’Impresa a godere del beneficio fiscale potendo detrarre anche altri tributi a compensazione. Altra soluzione sarà la scelta di cedere il beneficio fiscale ad organizzazioni che, dopo le verifiche del caso, assumeranno la delega totale sollevando la proprietà da ogni incombenza sia documentale che per l’esecuzione dei lavori. Si tratterà di Imprese o gruppi finanziari con propria ampia disponibilità, o sostenuti dal sistema bancario, tanto da proporsi sul mercato con ingenti investimenti. Anche per essi vale la facoltà di poter trasferire ulteriormente il proprio credito ad altre entità. Quest’ultima soluzione libera la proprietà da impegni organizzativi e finanziari ma non esclude rischi sull’iter delle successive operazioni di cui non resta a conoscenza.

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